AZIENDA AGRICOLA GRASSELLI: 620 CAPRE IN LATTAZIONE

Categoria principale: NEWS

Per conoscere l’azienda di oggi, è necessario comprenderne le dimensioni:
930 capre di cui 620 in lattazione, becchi di 4 razze, 36 poste di mungitura, 40 ettari tutti a foraggi ed età media degli allevatori 29 anni.

Se i numeri vi hanno colpito, allora continuate a leggere, perché la storia di oggi è davvero grande!

Vicinissimo all’uscita della dell’autostrada, imbocchiamo una strada sterrata che dopo poco ci conduce in azienda. Siamo a Casirate d’Adda in provincia di Bergamo e ad attenderci troviamo Guido Grasselli titolare dell’Azienda Agricola Grasselli.

Guido è allevatore da una vita, prima di vacche da latte insieme al papà e dal 2016 di capre, coadiuvato dal nipote e da un giovane ma appassionato collaboratore.

 

Il primo gruppo di 320 capre (40% Saanen e 60% Camosciate) è stato acquistato in un’azienda francese, ma il numero attuale di animali è stato raggiunto allevando tutta la rimonta nata in azienda nel corso degli anni.

Un primo aspetto che ci colpisce di Guido è proprio la gestione della riproduzione e adesso capirete il perché.

Girando tra i capannoni è facile imbattersi in becchi di razza Camosciata, Saanen, Nubiana e Toggenburg, allevati per la monta naturale delle caprette e delle primipare. Guido ha come obiettivo il miglioramento genetico in particolare della morfologia della mammella, ma anche dei titoli in grasso e proteine, così da qualche anno su un gruppo di capre adotta questo schema di miglioramento (incrocio a 3 vie):

capra Saanen o Camosciata X becco Nubiano = F1
F1 X becco Toggenburg = F2
F2 x becco Saanen o Camosciato (a seconda che la capra era Saanen o Camosciata) = F3

È molto difficile, con questi numeri, tenere traccia degli accoppiamenti, come fate?

“È vero, l’organizzazione è tutto. Quando creiamo i gruppi di monta segniamo i numeri di tutte le capre che vengono messe con un determinato becco. Appena nascono i capretti applichiamo le tip-tag di colore diverso a seconda del papà; questo ci permette di distinguere facilmente i capretti. Il giorno in cui mettiamo gli orecchini registriamo il numero dell’orecchino e della tip-tag corrispondente cosicché non perdiamo traccia del nostro accoppiamento, e l’anno dopo possiamo proseguire facilmente con il nostro schema”

In azienda non viene fatta solo monta naturale, ma ogni anno su un piccolo gruppo di capre (20-30) viene fatta anche la fecondazione artificiale.

Oltre ai tanti colori delle tip-tag, in capretteria si viene colpiti dalla suddivisione degli spazi. Nella prima zona si trovano i cassoni con le lampade riscaldanti dove vengono allevati i capretti nei primissimi giorni di vita.

 


Guido
“Ci tengo tantissimo ai miei capretti e alla loro salute. Sto provando a eradicare la CAEV, per questo appena nascono li separo dalla mamma, fornisco il colostro artificiale e un latte in polvere molto sostanzioso. Dopo qualche giorno passo al siero di latte fornito attraverso la lupa. A partire dal 5° giorno metto a disposizione (a volontà) una miscelata costituita da un 60% di concentrati e da un 40% di fieno di cui i capretti sono molto ghiotti e per questo riesco a svezzarli a 45 giorni di età attorno ai 16 kg di peso”. 

 Per quanto riguarda le capre invece come gestisci l’alimentazione?

Guido “I concentrati, un mangime al 19% di proteina e un nucleo proteico al 21%, li somministro in sala di mungitura (mattino e sera) e altre due volte al giorno, per un totale di 1,4Kg. I foraggi invece li lascio sempre a disposizione posizionando i balloni di fieno nei portaballoni all’interno dei vari box. Il fieno che possono mangiare le mie capre è un secondo/terzo taglio, oltre a dell’erba medica fasciata o affienata. I foraggi vengono prodotti al 90% in azienda, tranne l’erba medica che in parte viene acquistata”.

 Non abbiamo ancora parlato di produzioni e gestione della lattazione, cosa ci puoi dire?

Guido “ Le mie capre partoriscono mediamente due volte nella loro vita: quando sono caprette e quando sono primipare, poi le tengo in lattazione lunga. Ho 200 animali che mungo da quasi tre anni e un gruppo di quasi 250 primipare che hanno iniziato da poco la lattazione e che terrò in lattazione lunga. Nessuna delle mie capre viene messa in asciutta, cioè le continuo a mungere fino a ridosso del parto, questo perché a differenza di quanto pensano in tanti, io ritengo che evitando possibili chetosi e non alterando la razione, garantisco il massimo benessere alle capre.
Fino ad ora le produzioni mi hanno dato ragione, ho una media annuale di 3,3 L/g, con punte di 3,8 L/g e picchi minimi di 2,8 L/g al 4,18% di grasso e 3,88% di proteine”.

Gli animali vengono munti in una moderna sala di mungitura, una 36 poste con 18 gruppi, dotata di lattometri e stacchi automatici. La routine è ben definita: si munge alle 5 di mattino e alle 17 di pomeriggio, eliminando i primi getti, facendo il pre-dipping e concludendo con il post-dipping.

 

Guido sei soddisfatto di ciò che hai messo in piedi e dei ritorni economici?

Guido “Sono orgoglioso della mia azienda. Consapevole che posso migliorare ancora tanto ma molto soddisfatto! Appena si potrà voglio tornare in Olanda a girare tra le aziende per parlare con gli allevatori e capire dove posso migliorare ancora. Il mio obiettivo è quello di raggiungere le 750 capre in lattazione, lì fermarmi e lavorare solo sulla genetica.
Il margine di guadagno, nonostante i numeri, è molto risicato, anche perché non ho finito di investire e questo incide ovviamente sul costo finale del latte”.

Prima di salutare Guido andiamo a vedere una delle ultime installazioni, due tunnel per allevare le rimonte.

“ Vedete qui c’è il futuro della mia azienda e uno dei miei ultimi investimenti. Sapete qual è il prossimo? Voglio aggiungere 18 gruppi in sala di mungitura sempre con i lattometri e gli stacchi automatici, non è un piccolo investimento, per questo adesso vi saluto e vado a mungere le mie capre perché è grazie al loro latte che posso investire e migliore sempre di più!”.

 Anche oggi abbiamo imparato che l’allevatore deve essere un imprenditore, che per migliorare deve avere degli obiettivi chiari, investire nell’attività buona parte del suo tempo e del suo utile, perché sarà grazie all’esperienza, agli investimenti e alla conoscenza che migliorerà sempre di più la sua azienda!