SEMINARIO GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE OVINA E CAPRINA

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Molto interessante il seminario che si è tenuto ieri 31 maggio a Trento, organizzato dalla Fondazione Mach in collaborazione con la Federazione Provinciale Allevatori. Erano presenti numerose persone, tra allevatori e tecnici, molti provenienti da fuori provincia.

Si è parlato diffusamente di GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE OVINA E CAPRINA, con numerosi e approfonditi interventi.

Il Dott. Gilberto Mancin, medico veterinario della provincia di Novara ed esperto di sanità delle capre, ha parlato di preparazione del gregge alle monte:
• flushing alimentare, che prevede un maggior apporto energetico, minerale e vitaminico della razione durante le 2-3 settimane prima delle monte, per favorire la comparsa dei calori e l’attecchimento dell’embrione;
• effetto becco: il becco deve rimanere separato e lontano dalle capre il più possibile prima di introdurlo nel gregge, una volta introdotto stimola l’ormone LH che provoca l’ovulazione;
• lattazione estesa: è una pratica sempre più diffusa, prevede che non tutte le capre del gregge siano destinate alla fecondazione, ma un terzo circa sia munto in continuità. Con la lattazione estesa si ha un aumento della produttività sul lungo periodo, un aumento della longevità delle capre e una riduzione della loro mortalità, e infine un minor impiego di manodopera.

Il Dott. Guido Bruni, dell’ARAL, ha parlato di scelta dei riproduttori e delle caprette da rimonta, focalizzando l’attenzione sugli aspetti morfologici dei soggetti da scegliere o da scartare, essendo caratteri ereditabili.

Il Dott. Antenucci, medico veterinario dell’azienda farmaceutica MSD, ha parlato di prevenzione delle malattie della riproduzione, in particolare degli aborti, degli agenti eziologici che li provocano e dei rimedi vaccinali e gestionali.

E’ intervenuto poi il Dott. Samuele Villa di Cascina Bagaggera, azienda con allevamento di 110 Camosciate delle Alpi in provincia di Lecco. Questa azienda, a regime biologico, sta sperimentando da due anni la fecondazione artificiale sui calori naturali, aderendo al programma “hormon free” e utilizzando l’effetto becco per indurre i calori. I becchi, introdotti a rotazione nel gruppo delle capre da fecondare con FA, segnano le capre in calore con marcatori colorati, in modo che queste capre siano fecondate nell’arco di 3 giorni. Questa pratica ha dato per questi due anni buoni risultati, con una media dell’80% delle capre gravide tra quelle scelte per l’FA.

Guido Bruni ha concluso l’incontro presentando il Contratto Genetico Caprino (CGC), un contratto per cui l’allevatore si impegna a destinare una quota di capre alla FA acquistando seme francese e ricevendo assistenza tecnica e veterinaria. Questo progetto, nato nel 2012, ha avuto un successo crescente in questi anni; attualmente aderiscono 39 aziende in 17 provincie. I vantaggi sono diversi, tra cui la possibilità di accedere al seme francese a costi agevolati e fare più FA rispetto a prima.

 

A breve pubblicheremo gli interventi!