MALATTIE PERINATALI

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Per periodo perinatale si intende quello che comprende la fine della gestazione, il parto e i primi gironi di vita del capretto. Vediamo quali sono le possibili patologie che colpiscono prima il feto e poi il capretto durante queste fasi.

Periodo intrauterino

Durante questo delicato periodo, qualsiasi patologia o fenomeno negativo che colpisce la madre, ha ripercussioni sul feto, col rischio di compromettere la vitalità del neonato. I problemi che possono insorgere nella madre sono difetto di alimentazione (tossiemia da gestazione), gravi forme di parassitosi, malattie all’apparato polmonare, infezioni con microrganismi abortigeni.

La tossiemia da gestazione si manifesta nell’ultimo mese di gestazione in capre sottoalimentate, a causa di insufficienza nella sintesi di glucosio e conseguente deficit nel sangue, o anche sovralimentate. I sintomi sono: debolezza, scarsa coordinazione nei movimenti, espulsione di feti putrefatti; dopo l’aborto la capra può recuperare il suo stato normale, ma generalmente muore.

Le infezioni in utero provocate da agenti quali Brucella sp., Salmonella sp., Chlamydia sp., Lysteria sp. o altri, possono provocare sia aborto sia parti, anche prematuri, di capretti infetti. In genere, questi agenti infettivi non colpiscono il capretto dopo la nascita, ad eccezione di Chlamydia che può provocare, oltre all’aborto, infezioni specifiche nei capretti neonati (congiuntiviti, poliartriti, polmoniti).

Oltre a queste patologie, anche la distocia è all’origine di morte prenatale o al parto per ipossia; è provocata da deficienza della funzione placentare e occlusione del flusso sanguigno nel cordone ombelicale.

Primo mese di vita

La mortalità neonatale in questo periodo è strettamente legata a patologie di origine microbica, batterica (colibacillosi, pasteurellosi, clostridiosi etc.) e virale (ectima, virus respiratorio etc.). La corretta somministrazione di colostro nelle prime ore di vita è fondamentale per stabilire una buona difesa immunitaria nel capretto neonato.
Ciò che concorre a favorire l’insorgenza di queste malattie è in primo luogo l’alimentazione insufficiente, che provoca ipotermia, e in secondo luogo l’ambiente, con sbalzi di temperatura e ammoniaca rilasciata dalla lettiera.

L’ipotermia è una delle prime cause di morte neonatale ed è causata da insufficiente apporto alimentare al capretto, che non è in grado di sviluppare il calore necessario alla sopravvivenza; è necessario quindi prestare molta attenzione all’alimentazione del capretto, verificando che il latte somministrato sia sufficiente.

La contaminazione dell’ambiente di allevamento (lettiera o terreno di pascolo) causa in genere forme dissenteriche ed enteroemorragiche, che possono evolvere rapidamente in morte.

Secondo mese di vita

In questo periodo, l’immunità trasmessa con il colostro è stata sostituita da un’immunità acquisita dall’ambiente e prodotta dal capretto stesso. Se le condizioni di allevamento sono ottimali, si instaura un buon equilibrio tra animale e microrganismi circostanti.
È possibile altrimenti che il capretto venga colpito da enterotossiemie o parassitosi, con conseguenze anche gravi.

Le malattie infettive colpiscono maggiormente gli allevamenti intensivi, in cui la densità di popolazione può essere molto elevata, con contaminazione reciproca tra gli animali. È necessario quindi applicare delle misure di prevenzione di tipo igienico e sanitario, quali: igiene dei locali, trattamenti antiparassitari delle madri, integrazione alimentare delle femmine in gestazione.
L’Ectima contagioso è una patologia piuttosto diffusa nell’allevamento caprino; il suo agente eziologico è un virus che entra nell’animale attraverso la cute. La patologia si manifesta con pustole o vesciche cutanee che poi seccano formando croste. Nei casi più gravi, queste possono interessare la gengiva, la lingua e il palato, e l’animale interessato cessa di alimentarsi andando incontro a morte. Poiché il virus che la provoca è molto resistente, per prevenire questa malattia è necessario effettuare vaccinazioni sui giovani animali.

Per limitare il più possibile l’insorgenza e la diffusione di queste patologie nei giovani capretti, è necessario predisporre di un box pulito, asciutto, caldo, ben ventilato ed evitarne il sovraffollamento.

 

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