Zoonosi causata da microrganismi del genere Brucella, a decorso lento, spesso clinicamente asintomatico. Colpisce varie specie animali quali bovini, caprini, ovini, suini e può causare aborti, artriti, borsiti oppure orchiti.
La brucellosi nei caprini è causata dall’agente eziologico Brucella melitensis, batterio gram negativo di forma bacillare o coccobacillare, asporigeno, immobile, privo di capsula. Il batterio è aerobio, con limiti di sviluppo compresi tra 20° e 40° C e optimum a 37°C.
È un’infezione ancora molto diffusa in diverse parti del mondo, compreso il bacino del Mediterraneo.


CAUSE
Viene trasmessa con l’eliminazione di B. Melitensis mediante secrezione uterovaginale successiva ad un aborto, tramite ingestione di materiale infetto o attraverso ferite cutanee e mucose, oppure mediante sperma infetto. Le infezioni arerogene e veneree si stabiliscono più frequentemente nei caprini che nei bovini.

SINTOMI
L'aborto si manifesta tra il 3° e il 4° mese di gravidanza con possibile ritenzione della placenta; se non si verificano complicazioni tale patologia non dovrebbe compromettere l’attività riproduttiva futura della capra. Nelle capre infette, specie dopo aborto, porta ad una diminuzione della secrezione lattea, che può protrarsi per l'intera lattazione.
Si può manifestare mastite con sintomi evidenti, quali la presenza di noduli mammari di varie dimensioni e la diminuzione della secrezione mammaria.

PREVENZIONE
Il materiale abortito, il latte crudo infetto e i latticini non pastorizzati sono le fonti di infezione più importanti. Le persone che sono a diretto contatto con gli animali infetti costituiscono un gruppo a rischio.

Vengono eseguiti degli esami di laboratorio :

  • colturale: rappresenta uno dei metodi più affidabili; si effettua l’analisi su invogli fetali, latte, feto, tamponi vaginali;
  • prova biologica: vi si ricorre solo in particolari casi e richiede la disponibilità di materiale fresco non eccessivamente contaminato;
  • test sierologici: rappresentano la parte fondamentale per la diagnosi;
  • sieroagglutinazione lenta: è il metodo più tradizionale e prevede la diluizione dei sieri per raddoppio e l’impiego, come antigene, di una sospensione di Brucelle preventivamente titolata in presenza di siero standard internazionale.

 

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