BRUCELLOSI

Categoria principale: VETERINARIA

Zoonosi causata da microrganismi del genere Brucella, a decorso lento, spesso asintomatico. Colpisce varie specie animali quali bovini, caprini, ovini, suini, cavalli, cani e uomo e può causare aborti, artriti, borsiti, orchiti o altri problemi riproduttivi.
La brucellosi nei caprini è causata dall'agente eziologico Brucella melitensis, batterio gram negativo di forma bacillare o coccobacillare, asporigeno, immobile, privo di capsula. Il batterio è aerobio, con limiti di sviluppo compresi tra 20° e 40° C e optimum a 37°C. La loro resistenza è variabile: sono sensibili all'essiccamento e alla luce UV. Nei latticini è possibile eliminare questi batteri in modo sicuro grazie alla pastorizzazione. 
È un’infezione ancora molto diffusa in diverse parti del mondo, compreso il bacino del Mediterraneo.


CAUSE
La trasmissione della malattia all'interno di un allevamento avviene tramite ingestione di materiale contaminato. È possibile anche la trasmissione per via sessuale o la trasmissione congenita da madre a figlio con insorgenza di infezioni latenti. Gli animali gravidi possono perciò trasferire la malattia a livello uterino ai propri figli e, per questa ragione, nei programmi di eradicazione è obbligatorio eliminare sia gli animali infetti che la loro progenie.
Negli animali l'infezione iniziale è spesso seguita da aborto e infertilità e nel tempo tende a cronicizzare. Gli animali infetti eliminano la brucella tramite l'aborto o il feto, i liquidi e gli invogli vaginali, ma anche attraverso il colostro ed il latte. Dal momento che la placenta ed il feto abortito sono contaminati in modo massiccio dalla brucella essi portano alla disseminazione del microrganismo nell'ambiente e all'esposizione della malattia da parte di altri animali non infetti. I greggi transumanti rappresentano un rischio di trasmissione, come i cani che possono scavare o ritrovare i resti delle placente e dei feti abortiti, trasportando il materiale infetto negli allevamenti sani. 

Generalmente l’uomo si può infettare in tre modi:
1. Consumando latte non pastorizzato e prodotti trasformati da latte crudo proveniente da animali infetti.
2. A causa di piccole ferite sulla pelle.
3. Per inalazione


SINTOMI

Sintomi negli animali (caprini)
Nella femmina si osserva l’infiammazione della placenta e l’aborto fra il terzo e il quarto mese di gravidanza, una possibile ritenzione della placenta e in casi gravi si ha la completa compromissione della futura attività riproduttiva dell’animale. A livello produttivo invece si ha un calo nelle produzioni e il possibile sviluppo della mastite.
Il becco solitamente manifesta l’artrite o l’orchite.

Sintomi nell'uomo
Il sintomo che caratterizza la brucellosi nell'uomo è la febbre maltese, la caratteristica febbre dall'andamento ondulante; tra gli altri sintomi si possono elencare: malessere, cefalea, mialgia e dolori generalizzati.


PREVENZIONE
Nei paesi dell’Unione Europea è obbligatorio controllare periodicamente tutti gli allevamenti bovini, bufalini ed ovi-caprini con un prelievo di sangue. Nel caso di riscontro di positività in un allevamento (focolaio) la brucellosi va eliminata al più presto, tramite l’abbattimento obbligatorio degli animali positivi e della relativa progenie, considerata l’alta infettività per l’uomo e per gli altri animali sieronegativi presenti all'interno dell’allevamento. Sono fondamentali le norme di biosicurezza per evitare la diffusione della malattia: isolamento degli animali infetti, pulizia e disinfezione degli ambienti e bonifica dei pascoli.
La prova ufficiale utilizzata in Italia per la diagnosi di brucellosi negli animali è la SAR (Siero Agglutinazione Rapida), confermata da FdC (Fissazione del Complemento). Il controllo della patologia viene garantito anche tramite la sorveglianza degli animali macellati al mattatoio (c.d. ispezione ante mortem e post mortem), con eventuale isolamento in laboratorio di Brucella spp. L’isolamento viene effettuato anche da placente o feti abortiti rinvenuti in allevamento.

 

 

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